Angelo Sventurato II

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Angelo Sventurato II

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Genere: Poesia, Traduzioni
Traduzione di: Antonio Greco
Immagine in evidenza: Scena dal film Der Himmel über Berlin, 1987.
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Heiner Müller (1929-1995) è stato una delle figure più complesse e provocatorie del teatro e della letteratura di lingua tedesca nella seconda metà del XX secolo. Intellettuale critico e drammaturgo di fama mondiale, la sua opera è indissolubilmente legata alla sua posizione all’interno della Repubblica Democratica Tedesca (DDR), uno stato con cui ha intrattenuto un rapporto ambivalente di antagonismo e appartenenza. In questo contesto, il suo breve componimento in prosa “Der glücklose Engel II” (Angelo sventurato II), scritto nel 1991, è uno dei testi emblematici della sua tormentata visione della storia, del fallimento politico e dell’utopia socialista tradita.

Il componimento è stato scritto nel 1991, dopo la dissoluzione della Repubblica Democratica Tedesca (La Germania Est, stato-satellite dell’Unione Sovietica). Il testo rivede l’allegoria dell’Angelo della Storia di Walter Benjamin, descritta dal filosofo nella sua tesi “Sul Concetto di storia”, per rapportarsi al crollo del Muro e al fallimento storico della riunificazione. Mentre l’Angelo della Storia di Benjamin è intrappolato nella tempesta del progresso che lo spinge irreversibilmente verso il futuro, il testo di Müller revoca definitivamente ogni speranza di movimento. Il Muro di Berlino, che viene menzionato nel testo, era visto da Müller come il segno concreto della divisione mondiale tra imperialismo capitalista e lotta socialista, ma anche come la causa di un vuoto incolmabile. La caduta del Muro e il conseguente indirizzo verso l’unificazione, a cui Müller si rapportava con forte scetticismo, simboleggiarono per il poeta l’avvio a un futuro stagnante, privo di contrapposizioni e coerente con l’idea di “fine della Storia” promossa dal filosofo Francis Fukuyama.

# Angelo Sventurato II

Zwischen Stadt und Stadt Nach der Mauer der Abgrund Wind an den Schultern die fremde Hand am einsamen Fleisch Der Engel ich höre ihn noch Aber er hat kein Gesicht mehr als Deines das ich nicht kenne.
Tra città e città Dopo il muro l’Abisso il vento alle spalle la mano estranea sulla carne sola L’angelo lo sento ancora ma non ha più volto come il tuo che non conosco.

H. Müller, Glückloser Engel 2 (1991), in: Die Gedichte. Werke 1, a cura di Frank Hörnigk, Suhrkamp, 1998.
Traduzione di Antonio Greco per Margine Rivista.

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