Contieni poco
Contieni poco
Contieni poco
In te stessa
Forse soltanto un istante.
Ma sei gigantesca
Tra le colonne di velluto
Della mia giacca nera
Sulle tue spalle fini,
Cresci e cresci,
Fino ad esplodere,
Fino a fiorire,
Mentre volteggi nella danza
Delle maniche sciolte: degno contorno
Di una gioia,
Mi avvincono a te e mi chiamano.
Abbi pietà di questa nuvola
Che si buca di tanto in tanto
Perché sfili dal petto un respiro biondo:
Lui conosce l’impossibile concretezza del vivere,
Conosce il suo apparire, ricorda le sue scorribande
Su questa terra.
Abbi pietà della nuvola
Che di tanto in tanto mi passerà sul viso,
A coprire ogni cosa.
Abbi pietà della pioggia e delle stelle:
Esse richiedono notte,
Profondissima notte e silenzio.
Non parlare,
Ascolteresti soltanto
Un tentativo.
Qualche volta
Dal foro del petto,
Dal buco degli occhi,
Luce.
Qualche volta ci riesco,
Lo sai.
Per molti la vita è un’evidenza,
Per una nuvola
È una lontananza,
Qualcosa di fugace ed incredibile,
Forse soltanto un istante,
Perso per sempre.
Certe volte si apre,
E lascia cadere un bacio biondo e innegabile,
Una colonna in fiamme di lucore
Proietta verso uomini di cui cerca i visi:
Solo così si può sentire
Sostanza della terra.
È il suo ponte d’oro e miseria,
Chi vi vuole passeggiare
Lo faccia in fretta:
Fintanto che io
Sono unito al suolo.
Dopo il dono, il castigo:
“Sei nuvola, bambino, ricaccia dunque altrove
La tua vita-in-potenza”.
Tornerò,
Torneremo.
Ancora una volta,
Finalmente,
Non si porrà più
Il problema di andare.
Contieni poco
In te stessa
Forse soltanto un istante.
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