Fetish

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Fetish

— Lettura lampo

Genere: Racconti, Traduzioni
Traduzione di: Antonio Greco
Immagine in evidenza: Foto di Glen Archer.
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Su questo testo


Courtney McEunn è un’autrice statunitense. Questo testo è apparso per la prima volta su X-R-A-Y Magazine il 16 febbraio 2026. Potete leggere altri testi dell’autrice sul suo sito web ufficiale.

Lui adorava osservare quanto pallidi apparissero i segni sulla mia pelle. Dopo aver scopato passava le sue dita sulle mie cicatrici, storte e sporgenti. Una notte ammise di essere geloso: voleva, anzi, doveva essere presente quando succedeva. Come potevo dirgli di no?
Andavo da lui al tramonto, ogni tre notti. Da quando mi aveva confessato la sua gelosia, mi portava a casa sua, nel suo ufficio; prendeva dal cassetto della scrivania un paio di forbici marca Fiskars, spuntate e dal colore rosa shocking, e mi faceva dei tagli: erano leggeri, ma profondi abbastanza da far uscire calde bolle di sangue. Poi lo spargeva con la lingua e non arrivavamo neanche a letto, facevamo sesso sul nudo pavimento in legno, le forbici abbandonate affianco a noi.
Cominciò con delle linee. Sulla mia pelle tenevamo il conto delle notti trascorse insieme: prima le braccia e poi le gambe. Dopo un po’ di tempo, ormai annoiato, lui mi diceva di sdraiarmi prona e nuda, mentre tracciava scarabocchi sulla mia schiena. Mi faceva indovinare cosa avesse disegnato.
Gli piaceva il modo in cui sanguinavo, era tutto quello che voleva e infatti non andavamo più a letto. Lui semplicemente mi ordinava di spogliarmi e di stendermi mentre cercava nuove porzioni di tela con le quali lavorare. Ero completamente ricoperta di cicatrici e croste, indossavo sempre maglioni e pantaloni per celare il nostro segreto.
Ogni volta i tagli si facevano più profondi e andavo via da casa sua coperta di cerotti e bende, come una mummia o una vittima di un’ustione. Lo pregavo affinché usasse una lama migliore, ma lui era ossessionato dalle Fiskars rosa: le chiamava “le sue forbici speciali”.
Non gli dicevo mai di no, né gli chiedevo di fermarsi. Non volevo; sesso o no, avevo bisogno che mi desiderasse: dovevo sentirmi importante per qualcuno.

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